RESIST – Strengthening Societal Resilience to Disinformation in Europe

Committente: Consiglio d’Europa
Finanziatore del progetto: EEA and Norway Grants
Periodo: 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2026

 

RESIST – Strengthening Societal Resilience to Disinformation in Europe è un progetto del Consiglio d’Europa, finanziato dagli EEA and Norway Grants, dedicato al rafforzamento della resilienza delle società europee rispetto alla disinformazione e alle più ampie sfide connesse all’integrità dell’informazione.

Il progetto affronta la disinformazione non soltanto attraverso l’analisi dei contenuti o delle minacce informative, ma considerando le condizioni sociali, istituzionali e informative che possono rendere individui e comunità più o meno vulnerabili. L’obiettivo è fornire ai Paesi partecipanti strumenti per comprendere queste condizioni, analizzare le risposte istituzionali esistenti e individuare possibili divari tra politiche formalmente adottate e loro implementazione nella pratica.

La metodologia RESIST

Elemento centrale del progetto è il framework metodologico RESIST, sviluppato per costruire una lettura strutturata ed evidence-informed delle vulnerabilità e dei punti di forza dei diversi contesti nazionali.

L’analisi riguarda cinque aree di policy: education and digital citizenship education, media environment, media and information literacy, youth participation and empowerment, cultural participation and cultural policy.

La metodologia adotta una struttura a tre livelli distinti ma complementari:

  • Tier 1 – contextual baseline: utilizza dati e indicatori comparabili per descrivere le condizioni strutturali e contestuali rilevanti;
  • Tier 2 – institutional benchmark: analizza le politiche, gli strumenti, i meccanismi di governance e le capacità istituzionali dichiarate dalle autorità nazionali;
  • Tier 3 – stakeholder assessment: rileva, attraverso un questionario strutturato, come stakeholder e attori della società civile percepiscono l’implementazione, la visibilità e l’accessibilità delle politiche e delle misure esistenti.

I tre livelli non vengono fusi in un unico indice di performance. Vengono invece letti congiuntamente per identificare convergenze e disallineamenti tra condizioni di contesto, capacità istituzionali e implementazione percepita.

RESIST non è quindi concepito come una classifica tra Paesi, né come un audit o uno strumento di certificazione. Produce profili nazionali contestualizzati destinati a sostenere il policy dialogue, l’apprendimento istituzionale e la definizione di possibili priorità di intervento.

Il ruolo di ISIG

ISIG coordina lo sviluppo metodologico del framework RESIST, mettendo a disposizione competenze di ricerca applicata, sociologia, policy evaluation e costruzione di strumenti di assessment. Il lavoro comprende il coordinamento metodologico ed editoriale del framework e il raccordo tra i contributi degli esperti tematici coinvolti dal Consiglio d’Europa, nonché la definizione e il consolidamento dell’architettura a tre tier, assicurando coerenza tra fonti, indicatori, domande e livelli di analisi.

Il contributo riguarda inoltre l’armonizzazione della struttura metodologica nelle cinque policy areas, traducendo contributi specialistici e standard europei in un sistema comune di assessment, e lo sviluppo degli strumenti di raccolta dati, compreso il Tier 3 stakeholder questionnaire, costruito in relazione alle dimensioni osservate dal benchmark istituzionale. Rientrano nelle attività anche la definizione della logica di data management, calculation e scoring, comprese le regole di aggregazione, disponibilità dei dati e trattamento delle diverse tipologie di risposta.

ISIG cura inoltre la costruzione della logica di interpretazione integrata, delle visualizzazioni e dei country profiles, finalizzati a rendere leggibili convergenze e divergenze tra contesto, risposta istituzionale e percezione degli stakeholder. Il lavoro comprende il supporto all’implementazione del pilot nei Paesi partecipanti, la raccolta e sistematizzazione dei dati e la progressiva validazione degli strumenti attraverso il confronto con autorità nazionali, esperti e stakeholder.

Il contributo di ISIG riguarda quindi l’intera catena metodologica, dalla trasformazione del quadro concettuale in indicatori e strumenti operativi fino alla definizione delle modalità con cui i risultati possono essere interpretati e restituiti ai Paesi senza ridurre la complessità del fenomeno a un singolo punteggio.

Dal framework al pilot

Nel 2026 la metodologia è entrata nella fase di pilot, finalizzata a verificarne sul campo la chiarezza, la fattibilità e la capacità di produrre informazioni utili per il dialogo tra istituzioni e attori sociali.

ISIG ha partecipato agli appuntamenti internazionali dedicati allo sviluppo e alla validazione della metodologia, tra cui il workshop tenutosi a Chișinău nel marzo 2026, che ha coinvolto rappresentanti delle autorità pubbliche dei Paesi partecipanti ed esperti del progetto.

Il percorso prosegue con l’analisi integrata dei risultati del pilot e con la loro restituzione attraverso profili nazionali e strumenti di supporto al policy dialogue. Il 2 novembre 2026, nell’ambito del World Forum for Democracy del Consiglio d’Europa a Strasburgo, RESIST sarà inoltre al centro della sessione “Strengthening Societal Resilience to Disinformation – for Informed Choices About Our Future”, dedicata al rapporto tra resilienza alla disinformazione e democratic foresight.

Collegamenti

Sito ufficiale del progetto: Consiglio d’Europa – RESIST: Strengthening Societal Resilience to Disinformation in Europe

Metodologia: RESIST – Report on the methodology to assess societal vulnerabilities and strengths to withstand disinformation