Il 15 e 16 ottobre 2026, i partner italiani e croati del progetto Interreg SMART GUARD si sono riuniti a Labin, in Croazia, per il Kick-off Meeting. Due giornate di confronto dedicate alla presentazione delle competenze, delle attività e delle soluzioni che saranno sviluppate per rafforzare la prevenzione degli incendi boschivi e dei rischi climatici nell’area adriatica.
Otto partner, due Paesi e una sfida condivisa: mettere in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e conoscenza dei territori per migliorare la prevenzione e la gestione dei rischi climatici.
Con questo obiettivo, il 15 e 16 ottobre 2026 si è svolto a Labin (Albona), in Croazia, il Kick-off Meeting di SMART GUARD, progetto europeo cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2021–2027.
L’incontro ha segnato l’avvio operativo del progetto, offrendo agli otto partner l’opportunità di presentare le proprie competenze, condividere le specificità dei territori coinvolti e illustrare le attività che realizzeranno nei prossimi mesi.
Il progetto affronta due sfide ambientali particolarmente rilevanti per l’area adriatica: gli incendi boschivi e le isole di calore urbane. Fenomeni che richiedono sistemi di monitoraggio sempre più efficaci, strumenti di analisi e previsione dei rischi e una maggiore integrazione tra le istituzioni responsabili della sicurezza e della protezione civile.
Il primo incontro tra i partner: conoscenze e competenze al servizio del progetto
La prima giornata, il 15 ottobre, si è svolta presso il Comune di Labin ed è stata dedicata alla presentazione del partenariato, alla condivisione degli obiettivi e alla pianificazione delle attività.
Il consorzio riunisce otto organizzazioni con competenze complementari: la Città di Labin, capofila del progetto, la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Rijeka (RITEH), l’Istituzione pubblica Kamenjak e la Città di Krk per la Croazia; il Comune di Monfalcone, il Comune di Albignasego, la Città Metropolitana di Venezia e l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG) per l’Italia.
Durante l’incontro, ciascun partner ha illustrato il proprio contributo, presentando le attività tecniche, le sperimentazioni territoriali e gli strumenti che saranno sviluppati nell’ambito del progetto.
La diversità dei contesti coinvolti rappresenta uno dei principali punti di forza di SMART GUARD: aree naturali protette, territori carsici e costieri, contesti insulari e centri urbani presentano vulnerabilità differenti, ma condividono la necessità di rafforzare la capacità di prevenire e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Il primo confronto ha permesso di mettere in relazione queste esperienze, individuando le connessioni tra le diverse attività e ponendo le basi per lo sviluppo di soluzioni comuni, adattabili alle esigenze dei territori italiani e croati.
Innovazione tecnologica e sperimentazioni territoriali
Un elemento centrale di SMART GUARD sarà lo sviluppo di un sistema digitale transfrontaliero per il monitoraggio e la valutazione dei rischi climatici, attraverso l’integrazione di dati raccolti da sensori IoT, stazioni meteorologiche e droni dotati di termocamere.
La Facoltà di Ingegneria dell’Università di Rijeka contribuirà allo sviluppo delle componenti tecnologiche del sistema, utilizzando simulazioni e modelli basati sull’intelligenza artificiale per elaborare analisi predittive relative agli incendi boschivi e alle isole di calore urbane. L’obiettivo è rendere le informazioni ambientali più accessibili e utilizzabili dalle autorità competenti, migliorando la capacità di individuare situazioni di rischio e pianificare interventi di prevenzione.
Le attività di sperimentazione coinvolgeranno direttamente i territori partner, con interventi calibrati sulle rispettive esigenze ambientali e operative.
In Croazia, l’Istituzione pubblica Kamenjak installerà dieci stazioni meteorologiche dotate di sensori IoT per migliorare il monitoraggio delle aree naturali protette, mentre la Città di Krk lavorerà al rafforzamento delle attrezzature, della formazione e del coordinamento dei servizi locali di emergenza.
In Italia, il Comune di Monfalcone e la Città Metropolitana di Venezia contribuiranno al miglioramento dei sistemi di monitoraggio ambientale e di allerta precoce degli incendi, attraverso l’utilizzo di sensori, stazioni meteorologiche, droni e strumenti per la condivisione dei dati.
Il Comune di Albignasego si concentrerà invece sul fenomeno delle isole di calore urbane, con l’installazione di 50 sensori di temperatura e umidità, di cui 20 nelle abitazioni di persone vulnerabili, e l’attivazione di un centro operativo utilizzabile come rifugio climatico durante le emergenze.
La cooperazione comprenderà inoltre lo sviluppo di protocolli comuni e una grande esercitazione transfrontaliera di protezione civile, con circa 200 partecipanti, tra le principali attività illustrate dalla Città di Labin, capofila del progetto.
Il contributo di ISIG: ricerca sociale, partecipazione e resilienza delle comunità
Accanto all’innovazione tecnologica, SMART GUARD dedica particolare attenzione alla dimensione sociale della resilienza climatica, riconoscendo che la capacità di un territorio di prevenire e affrontare i rischi ambientali dipende anche dalla conoscenza delle vulnerabilità delle comunità, dalla preparazione delle persone e dalla collaborazione tra istituzioni e cittadini. In questo ambito si inserisce il contributo dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG), che porterà nel progetto le proprie competenze nella ricerca sociale, nell’analisi dei territori e nei processi di partecipazione. Le attività comprenderanno l’ascolto delle comunità locali, l’analisi delle vulnerabilità sociali e territoriali e la costituzione di gruppi locali di resilienza, pensati per favorire il coinvolgimento di cittadini, associazioni e servizi nella preparazione alle emergenze. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle comunità di comprendere i rischi climatici e contribuire attivamente alla loro prevenzione, valorizzando le conoscenze e le esperienze presenti nei territori. Una particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso l’iniziativa Digital Rangers, che prevede la partecipazione di almeno 100 giovani tra i 16 e i 25 anni. Attraverso due campi di formazione in Italia e Croazia, i partecipanti avranno l’opportunità di acquisire competenze nel monitoraggio ambientale, nell’utilizzo delle tecnologie digitali e nella preparazione alle emergenze. Il contributo di ISIG valorizzerà così l’integrazione tra ricerca scientifica, conoscenza delle dinamiche sociali e partecipazione attiva, affinché le soluzioni sviluppate da SMART GUARD possano rispondere alle caratteristiche e alle esigenze delle comunità coinvolte.
La presentazione pubblica: dal lavoro del partenariato al confronto con il territorio
La seconda giornata, il 16 ottobre, si è svolta presso la sede dei Vigili del Fuoco di Labin, che ha ospitato l’evento pubblico di presentazione di SMART GUARD e la conferenza stampa.
L’incontro ha offerto l’opportunità di condividere con amministrazioni locali, istituzioni scientifiche, operatori della protezione civile e altri attori territoriali gli obiettivi del progetto e le principali attività previste.
Il confronto si è articolato attorno a tre ambiti fondamentali: la prevenzione degli incendi boschivi e la sicurezza dei territori, la resilienza urbana e istituzionale, il contributo delle tecnologie e delle comunità locali alla gestione dei rischi.
Attraverso gli interventi dei rappresentanti del partenariato sono emerse le diverse esigenze dei territori, ma anche le opportunità offerte dalla cooperazione transfrontaliera per migliorare il coordinamento delle informazioni, sviluppare strumenti condivisi e rafforzare le competenze dei servizi locali.
Un percorso di cooperazione per affrontare le sfide climatiche dell’Adriatico
Le due giornate di Labin hanno posto le basi per il lavoro congiunto degli otto partner, delineando un percorso nel quale competenze tecnico-scientifiche, innovazione digitale, ricerca sociale e conoscenze territoriali contribuiranno allo sviluppo delle attività progettuali.
Nei prossimi mesi, il partenariato sarà impegnato nella progettazione e sperimentazione delle soluzioni tecnologiche, nel potenziamento dei sistemi di monitoraggio, nella formazione e nel coinvolgimento delle comunità locali.
Il Kick-off Meeting rappresenta così il primo passo di una collaborazione che punta a trasformare lo scambio di conoscenze e competenze in strumenti concreti per migliorare la prevenzione dei rischi climatici e rafforzare la resilienza dei territori italiani e croati.
SMART GUARD è un progetto cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Croazia 2021–2027.
Scorpi di più sul progetto Interreg Smart Guard




