Committente/Finanziatore: Unione europea – Programma quadro Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione
Periodo: 1° aprile 2021 – 31 marzo 2025
Budget complessivo: € 10.539.794,00
Contributo UE: € 10.271.044,00
Coordinatore/Capofila: Association for the Development of Industrial Aerodynamics (ADAI) – Associazione per lo sviluppo dell’aerodinamica industriale (PT)
Partner: University of Alcalá (UAH) – Università di Alcalá (ES); Centre for Security Studies (KEMEA) – Centro per gli studi sulla sicurezza (GR); SAFE Cluster (FR); European University Cyprus – Università Europea di Cipro (CY); Sapienza Università di Roma (IT); Senckenberg Nature Research Society (SGN) – Società Senckenberg per la ricerca naturalistica (DE); Technical University of Dresden (TUD) – Università Tecnica di Dresda (DE); Research Institutes of Sweden (RISE) – Istituti di Ricerca della Svezia (SE); University of Córdoba (UCO) – Università di Cordova (ES); MeteoGrid, S.L. (ES); Institute of Information and Communication Technologies – Bulgarian Academy of Sciences (IICT-BAS) – Istituto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione dell’Accademia bulgara delle scienze (BG); National Institute for Research and Development in Forestry “Marin Drăcea” (INCDS) – Istituto nazionale per la ricerca e lo sviluppo forestale “Marin Drăcea” (RO); Institute for Environmental Studies – Vrije Universiteit Amsterdam (IVM) – Istituto di studi ambientali della Vrije Universiteit Amsterdam (NL); University of Split – Faculty of Electrical Engineering, Mechanical Engineering and Naval Architecture (FESB) – Università di Spalato, Facoltà di ingegneria elettrica, ingegneria meccanica e architettura navale (HR); Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) (IT); The James Hutton Institute – Istituto James Hutton (UK); Oy Arbonaut Ltd. (FI); Finnish Meteorological Institute (FMI) – Istituto meteorologico finlandese (FI); National Centre for Scientific Research “Demokritos” (NCSRD) – Centro nazionale per la ricerca scientifica “Demokritos” (GR); University of Haifa – Università di Haifa (IL); Laboratory of Climate and Environmental Sciences (LSCE) – Laboratorio di scienze del clima e dell’ambiente (FR); University of Lleida (UdL) – Università di Lleida (ES); Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG) (IT); Scienseed (ES); Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung (PIK) – Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (DE); Aristotle University of Thessaloniki (AUTh) – Università Aristotele di Salonicco (GR); Satways Ltd. (GR); GMV Aerospace and Defence (ES); Instituto Português do Mar e da Atmosfera (IPMA) – Istituto portoghese del mare e dell’atmosfera (PT); Institut de Recherche pour le Développement (IRD) – Istituto di ricerca per lo sviluppo (FR); University of Aveiro – Università di Aveiro (PT); King’s College London – King’s College di Londra (UK); Swansea University – Università di Swansea (UK); Spanish National Research Council (CSIC) – Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo (ES); Regional Eastern Europe Fire Monitoring Centre (REEFMC) – Centro regionale dell’Europa orientale per il monitoraggio degli incendi (UA); Natural Hazards Research Australia – Centro australiano per la ricerca sui rischi naturali (AU); University of Alberta – Università dell’Alberta (CA)
Partner associati/Terze parti coinvolte: University of Coimbra – Università di Coimbra (PT); National Authority for Emergency and Civil Protection (ANEPC) – Autorità nazionale per l’emergenza e la protezione civile (PT); Institute for Nature Conservation and Forests (ICNF) – Istituto per la conservazione della natura e delle foreste (PT); Ramboll France SAS (FR); Swedish University of Agricultural Sciences (SLU) – Università svedese di scienze agrarie (SE); General Inspectorate for Emergency Situations of Romania (IGSU) – Ispettorato generale rumeno per le situazioni di emergenza (RO); ROMSILVA – Amministrazione nazionale delle foreste (RO); Ministry of Environment, Waters and Forests – Ministero dell’ambiente, delle acque e delle foreste (RO); Association of Private Forest Administrators – Associazione degli amministratori forestali privati (RO); Association of Private Forest Owners – Associazione dei proprietari forestali privati (RO); Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) – Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (FR); Chernobyl Radioecological Biosphere Reserve – Riserva radioecologica della biosfera di Černobyl’ (UA)
FirEUrisk – A holistic approach for risk-wise adaptation of the wildfire management in the EU to global changes ha sviluppato una strategia scientifica integrata per migliorare la valutazione, la prevenzione e la gestione del rischio di incendi boschivi in Europa.
Il progetto ha combinato fattori ambientali e climatici con le dimensioni sociali, economiche e territoriali che influenzano l’innesco degli incendi, l’esposizione delle comunità e la loro capacità di adattamento. Ricerca scientifica, strumenti tecnologici, sperimentazioni territoriali e coinvolgimento degli stakeholder sono stati integrati per affrontare l’intero ciclo del rischio, dalla prevenzione alla preparazione, dalla risposta al recupero.
Obiettivi e attività
FirEUrisk ha sviluppato un approccio comune alla gestione degli incendi, applicabile a differenti ecosistemi e condizioni di rischio europee. Le attività si sono articolate intorno a tre ambiti principali:
- valutazione della pericolosità degli incendi, dell’esposizione e della vulnerabilità di persone, beni, ecosistemi e territori;
- individuazione di misure per ridurre il rischio, attraverso l’analisi delle cause antropiche degli inneschi, delle pratiche di gestione del territorio e del comportamento degli incendi estremi;
- definizione di strategie di adattamento rispetto ai cambiamenti climatici, demografici e nell’uso del suolo;
- sviluppo di strumenti, modelli e raccomandazioni a supporto della pianificazione e delle decisioni;
- sperimentazione delle soluzioni nei siti pilota, con il coinvolgimento di servizi operativi, istituzioni, stakeholder e comunità locali.
Particolare attenzione è stata dedicata ai megaincendi, alle aree di interfaccia urbano-forestale e ai territori europei nei quali, a causa dei cambiamenti climatici, gli incendi stanno diventando più frequenti o intensi.
Risultati e strumenti
Il progetto ha prodotto modelli, mappe, banche dati, protocolli e strumenti operativi destinati alla valutazione e alla gestione del rischio incendi. Tra i principali risultati rientrano:
- modelli per la previsione del comportamento e della propagazione degli incendi;
- strumenti per la valutazione della pericolosità, dell’esposizione e della vulnerabilità;
- scenari relativi agli effetti dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni nell’uso del suolo;
- una piattaforma aperta per l’accesso ai servizi e ai risultati del progetto;
- materiali formativi, linee guida, pubblicazioni e raccomandazioni per istituzioni e operatori;
- metodologie per il coinvolgimento delle comunità nella riduzione del rischio e nel rafforzamento della resilienza.
Il ruolo di ISIG
ISIG ha contribuito alla dimensione sociale e partecipativa di FirEUrisk, analizzando i fattori che influenzano la vulnerabilità e la resilienza delle comunità esposte agli incendi. Il lavoro ha permesso di integrare nei sistemi di valutazione del rischio aspetti quali le caratteristiche demografiche e socioeconomiche, la percezione del rischio, le capacità locali e il rapporto tra popolazione, istituzioni e servizi operativi.
Tra gli strumenti sviluppati rientra il Relative Social Vulnerability Index (ReSVI), utilizzato per leggere e confrontare le condizioni di vulnerabilità sociale dei territori. Parallelamente, sono stati progettati e sperimentati percorsi di coinvolgimento delle comunità, reti di cittadini-scienziati e attività di confronto con stakeholder e popolazione locale, finalizzati a raccogliere conoscenze, bisogni e proposte nelle diverse fasi di prevenzione, preparazione, risposta e recupero.
Le esperienze condotte nei siti pilota hanno contribuito alla definizione del FirEUrisk Participatory Model, un modello di governance partecipativa che collega la valutazione delle condizioni locali alla mappatura degli stakeholder e alla costruzione di reti territoriali per la gestione del rischio. ISIG ha inoltre contribuito alla sperimentazione delle azioni progettuali e alla trasformazione delle evidenze raccolte in indicazioni utili per rafforzare la resilienza sociale e la collaborazione tra comunità, amministrazioni e soggetti operativi.
Sito di progetto: FirEUrisk





