Come si affronta un’emergenza che coinvolge territori confinanti, amministrazioni diverse e squadre di soccorso appartenenti a due Paesi? La risposta passa dalla preparazione, dalla conoscenza reciproca e dalla capacità di condividere procedure, strumenti e informazioni.
Il 15 e 16 luglio 2026, Monfalcone ha ospitato due giornate di lavoro del progetto KARST ADAPT, dedicate alla gestione dei rischi, alla cooperazione tra Italia e Slovenia e al rafforzamento della resilienza delle comunità locali.
I rappresentanti delle amministrazioni comunali, delle Protezioni Civili, dei Vigili del Fuoco e dei partner di progetto si sono confrontati attraverso presentazioni, visite tecniche, simulazioni e attività partecipative. Un percorso che ha permesso di mettere in relazione competenze operative, conoscenza dei territori e strumenti di comunicazione, trasformando esperienze diverse in un patrimonio condiviso.
Prima giornata: coordinarsi prima dell’emergenza
La prima giornata di lavori, il 15 luglio, si è aperta nella Sala consiliare del Comune di Monfalcone con i saluti istituzionali del sindaco e dell’Amministrazione comunale.
Gli interventi iniziali hanno introdotto alcuni dei temi centrali del progetto: il ruolo della Protezione Civile regionale nella gestione del rischio incendi e le attività sviluppate da KARST ADAPT per migliorare la capacità dei territori transfrontalieri di prevenire e affrontare le emergenze.
Gli incendi e gli altri eventi estremi non si fermano davanti ai confini amministrativi. Per questo motivo, la collaborazione tra enti, servizi di soccorso e comunità locali rappresenta una componente essenziale della gestione del rischio, soprattutto in un territorio condiviso come quello compreso tra Italia e Slovenia.
Un protocollo transfrontaliero per persone, animali e soccorritori
Uno dei momenti centrali della mattinata è stato dedicato alla presentazione del Protocollo d’azione transfrontaliero per l’evacuazione degli animali e delle squadre di protezione e soccorso.
Sviluppato nell’ambito di KARST ADAPT, il protocollo nasce con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra Italia e Slovenia durante le situazioni di emergenza. Stabilire anticipatamente responsabilità, modalità operative e procedure condivise consente infatti di intervenire con maggiore rapidità, riducendo le incertezze e facilitando la collaborazione tra squadre appartenenti a sistemi organizzativi differenti.
La gestione delle evacuazioni richiede una pianificazione capace di considerare numerosi elementi: la sicurezza delle persone, la tutela degli animali, l’accessibilità delle aree coinvolte, la disponibilità delle risorse e la protezione degli stessi operatori impegnati nelle attività di soccorso.
Il protocollo rappresenta quindi uno strumento concreto per trasformare la cooperazione transfrontaliera in azioni coordinate e immediatamente applicabili.
Dalle attrezzature agli scenari operativi
Nel pomeriggio, i partecipanti hanno visitato la sede della Protezione Civile di Monfalcone, dove hanno potuto conoscere più da vicino le dotazioni e le attrezzature acquisite grazie al progetto.
La visita ha consentito di collegare la pianificazione strategica alla dimensione operativa della gestione delle emergenze. Mezzi, dispositivi e tecnologie diventano realmente efficaci quando sono accompagnati da personale formato, procedure chiare e una conoscenza condivisa delle rispettive capacità di intervento.
La giornata è proseguita con una sessione di serious gaming, una metodologia che utilizza scenari simulati per analizzare comportamenti, decisioni e dinamiche di coordinamento.
I rappresentanti dei partner di progetto, della Protezione Civile di Monfalcone, della Protezione Civile di Miren e dei Vigili del Fuoco di Nova Gorica si sono confrontati con situazioni emergenziali realistiche, mettendo alla prova le procedure e le modalità di collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.
Attraverso la simulazione è stato possibile individuare punti di forza, possibili criticità e aspetti da migliorare. Il serious gaming ha inoltre permesso ai partecipanti di osservare come le decisioni prese da una squadra possano influenzare l’intero sistema di risposta, evidenziando l’importanza di comunicazioni rapide, ruoli riconoscibili e informazioni affidabili.
Seconda giornata: leggere la resilienza dei territori
La seconda giornata, il 16 luglio, è stata dedicata alle attività del WP1, con il workshop partecipativo “Resilienza locale e comunicazione per la gestione del rischio”, organizzato da ISIG – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia.
All’incontro hanno partecipato circa venti rappresentanti delle amministrazioni comunali, delle Protezioni Civili e dei partner italiani e sloveni del progetto. Tra questi, la Protezione Civile di Monfalcone, il Comune di Duino Aurisina, il Comune di Miren-Kostanjevica e i Vigili del Fuoco di Nova Gorica.
La presenza di competenze e prospettive differenti ha reso il workshop un’importante occasione di confronto sulle sfide che accomunano i territori transfrontalieri. La gestione del rischio, infatti, non riguarda esclusivamente la risposta immediata agli eventi, ma comprende anche la capacità delle comunità di prepararsi, adattarsi e riprendersi dopo una crisi.
Una matrice per comprendere vulnerabilità e risorse
Il lavoro è partito dai risultati preliminari dei questionari somministrati nell’ambito del progetto.
Suddivisi in gruppi, i partecipanti hanno contribuito a validare e integrare la matrice della resilienza locale, uno strumento pensato per osservare in modo sistematico le caratteristiche dei territori, le risorse disponibili e gli elementi di vulnerabilità.
Il confronto ha permesso di mettere in relazione i dati raccolti con l’esperienza diretta di chi opera quotidianamente nelle amministrazioni e nei servizi di protezione e soccorso. I partecipanti hanno così individuato le principali criticità e definito alcune priorità sulle quali concentrare le future azioni di miglioramento.
La resilienza locale è infatti il risultato di numerosi fattori: la preparazione delle istituzioni, la capacità organizzativa, la conoscenza dei rischi, la disponibilità di risorse, la fiducia tra cittadini e amministrazioni e l’esistenza di reti collaborative capaci di attivarsi nei momenti di difficoltà.
La comunicazione come infrastruttura dell’emergenza
Una seconda fase del workshop è stata dedicata all’analisi dei flussi di comunicazione tra amministrazioni, servizi di Protezione Civile, cittadini e altri stakeholder del territorio.
Durante un’emergenza, comunicare significa molto più che diffondere un avviso. È necessario raccogliere informazioni, verificarle, condividerle con i soggetti competenti e renderle comprensibili alle persone coinvolte. Ritardi, sovrapposizioni o messaggi poco chiari possono ostacolare le operazioni e aumentare la percezione di incertezza.
I gruppi di lavoro hanno analizzato i passaggi attraverso cui circolano le informazioni, individuando criticità e bisogni specifici. Il confronto ha permesso anche di raccogliere indicazioni utili per lo sviluppo di strumenti digitali a supporto della gestione delle emergenze.
L’obiettivo è contribuire alla creazione di soluzioni capaci di facilitare lo scambio di informazioni, sostenere il coordinamento operativo e migliorare la comunicazione con le comunità locali, tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze dei diversi territori.
Dall’esperienza condivisa alle prossime attività
Le riflessioni emerse durante le due giornate rappresentano una base importante per le prossime fasi di KARST ADAPT.
Le simulazioni operative, l’analisi delle vulnerabilità e il confronto sui processi comunicativi contribuiranno allo sviluppo di strumenti condivisi per rafforzare la resilienza delle comunità locali e migliorare la collaborazione nella gestione dei rischi transfrontalieri.
L’esperienza di Monfalcone ha mostrato come la preparazione alle emergenze si costruisca attraverso un lavoro continuo: mettendo in dialogo istituzioni e operatori, integrando competenze diverse e creando occasioni nelle quali procedure e strumenti possano essere analizzati e sperimentati insieme.
Un sentito ringraziamento va al Comune di Monfalcone per l’accoglienza e l’organizzazione delle attività e a tutte le persone che, attraverso la propria esperienza, disponibilità e partecipazione, hanno trasformato queste due giornate in un’importante occasione di crescita e cooperazione tra i territori.
KARST ADAPT è un progetto Interreg Italia Slovenia cofinanziato dall’Unione Europea.
Partner: Občina Miren-Kostanjevica | Občina Renče – Vogrsko | Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina | Comune di Monfalcone.
Partner associati: Javni zavod za gasilsko in reševalno dejavnost – Gasilska enota Nova Gorica | Gasilska zveza Slovenije | Comune di Doberdò del Lago – Občina Doberdob | GAL Carso – LAS Kras | Comune Savogna d’Isonzo – Občina Sovodnje ob Soči | Asso.Di.Ma – Associazione Nazionale Disaster Manager | Council of Europe | Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Protezione civile della Regione

